lunedì 2 ottobre 2017

#Gara 3 - 6 Ore dell'Adriatico


Il buio pesto dell'autostrada mentre torno a casa tra i monti al confine tra Lazio e Abruzzo rende ancora più luminosi i flash della giornata che mi scorrono davanti agli occhi. Torno a casa dalla mia  prima ultramaratona, miscela unica di molteplici esperienze in un mondo tutto nuovo dove la sofferenza della gara in solitudine si interseca e in qualche modo si nutre di straordinari incontri con persone davvero fuori dal comune. Il tutto in un ambiente molto familiare e accogliente, dove la lentezza del ritmo data dalla natura della gara permea anche i runners che vi partecipano che appaiono tutti molto più rilassati e tranquilli di quanto io non sia abituato.

6 Ore dell'Adriatico - Partenza/arrivo presso l'Auditorio Flaiano

Arrivo a Pescara in tarda mattinata e ad accogliermi trovo un caldo sole settembrino accompagnato ad una leggera brezza di mare, tutt'altro che spiacevole. Pranzo con un panino al prosciutto sulla bella spiaggia, che ha già messo il suo vestito invernale e passeggio con tutta calma verso il ritrovo della gara. Mi accorgo subito del carattere "famigliare" dell'organizzazione, detto in senso positivo: già al ritiro dei pettorali c'è una calda accoglienza, mentre intorno a me vedo persone che si riconoscono e si salutano e mi accorgo di come quella degli ultramaratoneti sia una comunità stretta e affiatata.

La mia guida in questo mondo sarà a sua insaputa Leonardo, un simpatico vigile del fuoco lucano, che di questo mondo è già esperto, questa infatti sarà la sua ottava ultra dell'anno. Mi porta a conoscere persone e soprattutto mi dà importanti dritte sulle sensazioni di una gara così lunga e per me sconosciuta. Tra una chiacchera e l'altra arriva il momento della partenza. Il mio obiettivo è quello di rimanere sotto i 6 al chilometro e da subito provo a tenere un ritmo simile a quello che sono riuscito a portare nei lunghissimi. 


I primi chilometri scorrono veloci, mi impongo all'inizio di tenermi ben idratato e la conformazione del percorso (un circuito di poco più di 1,3 Km) dà la possibilità di potersi rifornire ogni 5 minuti. Mi impongo così di rispettare i rifornimenti a cui sono abituato, ogni 5 Km. Chiudo la prima ora con 11,43 Km in cascina al passo di 5'15". Nel frattempo conosco Tony, il runner abruzzese col maggior numero di gare disputate nell'anno (addirittura sopra quota 80!) e chiacchero tranquillamente delle sue esperienze sulle ultra e non solo. E' il momento della prima barretta e decido da qui in avanti di prendere acqua e sali un giro si e uno no.

Alla fine della seconda ora controllo il Garmin che mi segnala altri 11,24 Km con un ritmo di 5'20"/Km. Mi sento ancora abbastanza fresco, mentre vedo che alcuni cominciano a fare lunghi tratti camminando. Le gambe rispondono ancora abbastanza bene, quindi procedo senza particolari affanni. Sono poco dopo le 16 quando il cronometro di gara segna le 3 ore. Negli ultimi 60 minuti la media si è un po' alzata, ho percorso 10,62 Km. al ritmo di 5'39"/Km. 

Sono a metà gara, è il momento della pausa ai box. Devo sostituire i cerottini che mi sono volati via per il sudore, il tempo di darmi una breve asciugata, di mangiare una fetta di pane con nutella e sono pronto a ricominciare a correre. Il Garmin mi segnala al momento una distanza complessiva percorsa di poco più di 33 Km., il che vuol dire che ho un vantaggio di poco più di due giri su una tabella di corsa ideale di 10 Km/h.

Gli split della mia gara ora per ora (Garmin)

Nel frattempo sono partiti anche i partecipanti alla mezza maratona che ci sfrecciano accanto a velocità quasi doppia. Anche io nel mio piccolo sui doppiaggi dei vari runner (che ormai ho imparato a riconoscere) costruisco i miei traguardi psicologici (quando raggiungo Tizio mi fermo a riposare, quando incontro di nuovo Caio è ora dei sali, quando mi passa Sempronio provo a stargli dietro per un paio di giri). Così facendo chiudo la quarta ora. La pausa al gazebo incide in maniera evidente sulla media dello split: ho percorso 9,63 Km. alla media di 6'14". Il chilometraggio complessivo segna 42,92 Km, il che vuol dire che sono riuscito a tenere il passaggio della maratona sotto le 4 ore. 

Questo mi rinfranca molto, anche perchè le gambe stanno cominciando a indurirsi e ormai ad ogni giro mi fermo al rifornimento e ne approfitto non solo per bere qualcosa (alterno acqua, coca, sali) ma anche per fare qualche decina di metri al passo. La fatica comincia a farsi sentire, anche se il fisico risponde ancora bene e l'assenza di fiatone mi aiuta a capire che sono nella zona cardiaca perfetta entro la soglia.

Chiudono gli atleti della maratona e lo speaker (molto simpatico, in verità) annuncia anche l'arrivo dei primi atleti della mezza, mentre il ritmo consente di individuare in maniera evidente chi corre la 6 ore. Alla fine della quinta ora la media si alza a 6'41" al chilometro, ho percorso 8,97 Km. con un totale complessivo di 51,89 Km. 

Siamo alla fase finale, che è anche quella con le maggiori incognite. Infatti fino ad ora non avevo mai percorso più di 52 Km consecutivi e non so come il mio corpo possa reagire ad una sollecitazione così prolungata. La stanchezza, ormai è evidente in tutti i partecipanti, la maggiorparte dei quali cammina o corricchia lentamente. Io cerco di camminare solo al momento del ristoro e di corricchiare per tutto il resto del percorso, cosa che in vero mi riesce senza troppe difficoltà. Provo a tenere la mente occupata con i calcoli di quanti giri devo fare per superare la fatidica soglia dei 60 Km. che, un momento mi pare vicinissima e subito dopo la temo irraggiungibile. Ormai resta poco da fare, solo continuare a giare aspettando il colpo di pistola.

Siamo ormai all'ultima mezz'ora; l'organizzazione consegna a noi partecipanti un adesivo col numero di pettorale che al momento dello stop del tempo dovremo applicare per terra, sul punto dove siamo arrivati, in maniera da permettere il calcolo dei metri aggiuntivi percorsi dall'ultimo giro intero completato. Mancano ormai 10 minuti, il sole che col suo piacevole tepore ci ha accompagnato per tutto il pomeriggio è tramontato e si accendono le luci sul lungomare. Ho calcolato che per fare un giro impiego circa 8 minuti, quindi ne riesco ancora a completare uno intero. Ripasso per l'ultima volta sotto l'arco del traguardo ai -3, stavolta non mi fermo e continuo per l'ultimo sforzo. Guardo il Garmin che mi dice che ho passato i 60 Km. ma non posso fare affidamento sulla precisione del GPS e uso l'ultimo minuto per fare degli allunghi che penso mi possano anche servire un po' per sciogliere le gambe. Passo il giro di boa e vedo l'addetto al cronometraggio pronto con la pistola in alto a dare lo stop. Sento il suo countdown, provo un ultimo allungo e poi finalmente arriva lo sparo!

L'adesivo sull'asfalto al momento dello sparo di fine gara

Tutto si ferma, la gara è finita. Piegandomi non senza difficoltà sulle gambe indurite dallo sforzo, applico il numero adesivo sull'asfalto e comincio lentamente ad incamminarmi verso il traguardo. E' arrivato il momento per raccogliere tutte le sensazioni di questa giornata straordinaria. Consegno il chip, ritiro il pacco gara (una maglia tecnica della manifestazione) e vado a cambiarmi. Sono stanco ma non distrutto. Le gambe le sento pesanti ma non ho problemi nè al piede destro nè ai polpacci, che ho protetto con le fidate calze a compressione. Approfitto del pasta party per mangiare qualcosa, anche se lo stomaco è ancora abbastanza chiuso. Nel frattempo vengono appesi i risultati ufficiali. Vado a sbirciare e scorro fino al mio nome: 60,262 Km. percorsi, undicesimo posto e decimo assoluto tra gli uomini!! Il che vuol dire che, per la prima volta nella mia carriera podistica, vado a premio!!
A questo punto non posso non attendere il momento delle premiazioni dove ritiro con orgoglio il mio riconoscimento (uno zainetto con qualche gadget all'interno) e poso per la foto con i classificati fino al 6° posto. E' il momento di tornare a casa, eccomi di nuovo nel buio dell'autostrada con i muscoli delle gambe che costretti dalla posizione dell'automobile reclamano riposo. Ma il fastidio dei muscoli va di pari passo con la soddisfazione del risultato raggiunto e la gratitudine per poter vivere simili esperienze.

venerdì 29 settembre 2017

Direzione Pescara

6 Ore dell'Adriatico - Il percorso (via google maps)

Ci siamo. Dopo 3 mesi di allenamenti intensi, oltre le ferie, il caldo asfissiante, l'umidità tropicale. Dopo lunghi, lunghissimi, ripetute e corse lente in riva al mare e in mezzo ai monti. Dopo contratture, fastidi, stretching e roller foam. Dopo tutta questa preparazione finalmente il gran giorno è arrivato. Domattina partirò alla volta di Pescara per partecipare alla prima ultramaratona della mia carriera da running.

Come tutte le prime volte, anche in questo caso c'è un misto di eccitazione mista ad ansia di chi va incontro a qualcosa che non conosce. Non so cosa significa correre per 6 ore. Non so quanto riuscirò a correre e come reagirà il mio fisico. Pur cercando di prevedere tutto, non so cosa mi serva per affrontare al meglio la gara, nè come sarà ripetere per un così lungo tempo lo stesso circuito.

Dal punto di vista strettamente tecnico il mio obiettivo è quello di chiudere la gara tenendo una media complessiva anche di poco inferiore ai 6'00"/Km., ovvero provare ad infrangere il muro dei 60 Km. Facile a dirsi, molto più complicato metterlo in pratica. Vedremo domani, comunque vada sono contento di essere arrivato al termine di questa preparazione e so che proverò a dare tutto me stesso, provando a superare un altro limite, sempre grato per avere la possibilità di fare il miglior sport del mondo.

Chi vuole puà seguire live la giornata sul mio twitter o la gara a partire dalle 13 sul live tracking del Garmin.

lunedì 25 settembre 2017

La 6 ore dell'Adriatico - Preview


Siamo al momento di alzare l'asticella. Con la prossima gara, infatti, l'obiettivo è quello di diventare ultramaratoneta. E provo a farlo partecipando ad un tipo di gara che, per come è strutturata, sembra fatta apposta per venire incontro ai dubbi/timori/tentennamenti di chi, come me, vuole provare a salire un gradino più su della Regina.

Si tratta infatti di una competizione del tutto nuova per diversi motivi. Innanzitutto si corre in un circuito, non c'è una distanza predefenita da correre, ma il risultato deriva da quanti chilometri si riescono a percorrere nell'arco di tempo previsto. La somma delle diverse incognite è comunque inferiore ai vantaggi che comporta un'organizzazione di questo tipo: si ha sempre a disposizione l'assistenza alla gara, i servizi, il ristoro. Se bisogna fermarsi non c'è la preoccupazione di dover affrontare una lunga distanza fino all'arrivo. Insomma, è il banco di prova idele per chi si lancia questa nuova sfida.

La 6 ore dell'Adriatico è giunta alla seconda edizione. La prima, disputata sempre a Pescara, a metà novembre dell'anno scorso, ha avuto un buon riscontro in termini di presenze, e probabilmente quest'anno, con l'anticipo della data, andrà ancora meglio. Sono previste diverse competizioni oltre alla 6 ore: la maratona, la mezza maratona (che partirà tre ore dopo, intorno alle 16) e una non competitiva. Si correrà, come detto, in un circuito di poco più di 1,3 Km. che si snoda in un'andata e ritorno sul Lungomare Cristoforo Colombo.



Assicurati tutti i servizi necessari (deposito borse, ristoro, servizi igienici) nonchè la possibilità di docce e spogliatoi nelle vicinanze dell'arrivo. Il ritiro del pettorale è previsto per la mattinata del sabato presso l'Auditorium Flaiano, mentre la manifestazione prenderà il via alle 13.00. Per i rilevamenti della distanza percorsa verrà utilizzato il chip elettronico e - a 30 minuti dallo scadere delle 6 ore - verrà consegnato ad ogni partecipante un gessetto con il quale, alla fine del tempo, dovrà segnare il punto in cui è arrivato così da permettere ai giudici il calcolo esatto della distanza percorsa.

Per quanto mi riguarda partenza da Roma prevista nella prima mattinata e ritorno in serata al termine della gara. Sono contento ed emozionato di partecipare per la prima volta ad una gara di questo tipo, preoccupato e curioso al tempo stesso di vedere fin dove riesco ad arrivare.

lunedì 18 settembre 2017

Gara #2 - Rome Half Marathon Via Pacis



Un bel sole di metà settembre, la scenografia unica di Roma, un fresco venticello che porta via l'umidità degli ultimi giorni: gli ingredienti ci sono tutti perchè sia una splendida domenica di sport.
I pesanti mezzi promozionali a disposizione degli organizzatori della Rome Half Marathon Via Pacis facevano presagire una partecipazione al livello delle altre grandi corse in città: in realtà il numero degli arrivati (1.600) è stato nettamente inferiore alle aspettative. Questo nonostante una buona organizzazione sia a livello di pacco gara che di gestione dell'operatività e dei servizi sul percorso (apprezzo sempre quando ai vari ristori trovo la bottiglietta e non il bicchiere).

Sin dalla partenza individuo i pacemakers dell'1h30 e provo a star loro dietro per fare una gara con ritmo costante che mi permettesse di provare ad attaccare il mio personale. Il performing condition del Garmin mi segnala dopo il primo chilometro un +13, segno di condizione eccellente. In effetti non fatico per nulla nel tenere il passo e anche le piccole (Circo Massimo) e grandi (salita della Moschea) difficoltà del percorso riesco a gestirle piuttosto bene. Arrivo, però, nell'ultimo tratto un po' al limite, tant'è che non riesco a fare il cambio di passo preventivato, i pacers mi staccano nell'ultimo chilometro e chiudo con il tempo di 1h29'19" a poco più di 20 secondi dal mio personale.

Il Garmin mi segnala quasi 400 metri percorsi in più (in pratica quelli che il percorso mi aveva regalato alla Roma by Night), ma alla fine sono comunque soddisfatto del tempo che rappresenta la mia seconda prestazione assoluta sulla distanza. Anche il risultato in gara non è stato niente male, sono 96° su 1.611 arrivati, 24° di categoria e 5° di società.




Alla fine il ristoro piuttosto scarno, ma carina la borsetta nella quale era contenuto. Dal punto di vista fisico sono soddisfatto: nessun risentimento all'altezza dei polpacci che tanto mi hanno fatto penare nell'ultimo periodo. Solo un piccolo fastidio sotto il gluteo sinistro ma niente di insopportabile. Nessun DOMS comunque del tipo di quelli che ho avuto dopo la Roma-Ostia, dove ho corso praticamente allo stesso ritmo.






venerdì 15 settembre 2017

Roma HM Via Pacis - Preview


Nella marcia di avvicinamento alle gare clou dell'autunno cade a fagiolo questa new entry nel panorama podistico romano. A sole tre settimane dalla RomabyNight il calendario agonistico ci propone infatti un'altra mezza maratona di rilievo nazionale. La Rome Half Marathon Via Pacis ancora prima che venga svolta la sua prima edizione si pone ai vertici delle gare corse nella nostra città. La Fidal le attribuisce la silver label, Comune, CONI e Comitato Paralimpico concedono il patrocinio a questo che è un evento che unisce sport, multiculturalità, incontro delle diversità.

La risposta della comunità dei runner non si è fatta attendere: saranno quasi 2000 gli atleti al via della mezza maratona, in rappresentanza di 43 nazioni, mentre già 4000 le persone che parteciperanno alla non competitiva di 5k. Tra gli atleti di rilievo spicca il nome del campione olimpico Stefano Baldini. Partecipare a questa manifestazione oltre che avere la possibilità di correre nello scenario unico della Roma cristiana, consente anche di sostenere un progetto di solidarietà per l'inclusione e l'integrazione interculturale ed interreligiosa attraverso lo sport.

Rome Half Marathon Via Pacis - Percorso (Clicca per ingrandire)
Il percorso rappresenta un inedito per le corse nel centro di Roma, e andrà a toccare i principali centri della spiritualità della Capitale. Partenza e arrivo sono in viale della Conciliazione, all'ombra del Cuppolone di San Pietro. Si percorre il lungotevere fino alla Sinagoga in direzione poi del Circo Massimo e del Colosseo. Di qui tutti i Fori Imperiali e Via del Corso fino ad arrivare a Piazza del Popolo dove è stato allestito il Villaggio della Corsa. Di nuovo Lungotevere fino al quartiere Flaminio. Di qui si percorre in senso inverso il percorso classico della Maratona, dall'Auditorium alla Moschea e di nuovo giù percorrendo di nuovo il lungoTevere fino al Foro Italico. Siamo nel quartiere Prati per l'ultima parte di gara, passando davanti alla Chiesa Valdese di Piazza Cavour fino all'arrivo di nuovo in viale della Conciliazione.

Percorso interessante, quasi totalmente pianeggiante ad eccezione della salita verso la Moschea, mai fatta in questa direzione. Sarà comunque una bella giornata di sport e di solidarietà, speriamo baciata da un caldo sole di metà settembre. Pacco gara decisamente bello (zaino monospalla e maglietta fosforescente classica) che si può ritirare insieme al pettorale a Piazza del Popolo fino a sabato.


martedì 29 agosto 2017

Contrattura



Dopo la gara di venerdì, affrontata con molta cautela ma senza particolari problemi, sembrava che il peggio fosse passato. Invece oggi pomeriggio, a distanza esatta di una settimana dallo stop di martedì scorso, ecco ripresentarsi nuovamente il problema al polpaccio destro.

Uscito per i soliti 12k di corsa lenta, dopo il riscaldamento comincio ad avvertire un fastidio che via via si fa più insistente. Memore dell'esperienza di sette giorni fa, decido di non insistere e stoppo l'allenamento, tornando a casa camminando.

L'errore grave di non essermi idratato a sufficienza nel lunghissimo di domenica scorsa evidentemente continuo a pagarlo. In più oggi non avevo indossato le calze a compressione, altro grave errore. A questo punto è meglio riposare per evitare guai peggiori: la contrattura deve risolversi e non diventare qualcosa di peggio o di cronico!

Il mio programma di allenamento lo modificherò in questa maniera. Niente corsa fino a sabato quando sostituisco il lunghissimo con una corsa lenta svelta di 25k. A seguire martedì solita uscita di corsa lenta di 12k e giovedì le ripetute 3X4. Sabato 9 poi dovrebbe essere la volta del lunghissimo di 36k. Questo naturalmente ancora tutto provvisorio, nella speranza che il riposo di questa settimana mi tolga di dosso questa rottura della contrattura.

Aggiornamento 31 agosto - Ieri ho indossato per tutta la giornata le calze a compressione, camminando avvertito comunque un leggero fastidio, così come scendendo le scale. In serata profondo massaggio e, prima di andare a letto. applicazione di Muscoril crema con fasciatura che ho tenuto per tutta la notte. Questa mattina mi sembra che vada decisamente meglio, il fastidio è quasi sparito. Indosso ancora per tutta la giornata le calze a compressione.

Aggiornamento 1 settembre - Anche ieri calze a compressione e lungo massaggio serale con successiva applicazione di Muscoril. Il fastidio sembra sparito, domani, dopo 3 giorni di stop, provo a riprendere gli allenamenti.

Aggiornamento 4 settembre - Sabato uscita che sarebbe dovuta essere di corsa lenta svelta (passo 4'45") di 25 chilometri. Il chilometraggio è stato rispettato, ma il passo è stato più lento di una CL. Continua il momento no di forma muscolare, ho passato tutta l'uscita con i muscoli delle cosce doloranti e induriti, non riuscendo a scioglierli. A un certo punto è riapparso anche il fastidio al polpaccio quindi ho rallentato decisamente il ritmo. Durante la giornata non ho avuto particolari problemi, mentre la domenica il polpaccio continuava a darmi fastidio. Ora riposo fino a domani quando riprovo l'uscita di corsa lenta alla Caffarella che, negli ultimi due martedì mi ha costretto ad interrompere prima causa dolore. Nel frattempo continuo con massaggi (anche con roller foam) ed applicazione di Cetilar.

Aggiornamento 6 settembre - Ieri uscita di corsa lenta, quella che nelle ultime 2 settimane mi ha fatto tornare a casa zoppicante.Uscita dalle sensazioni contrastanti. Riesco a chiudere l'allenamento a una media di 4'59" decisamente ancora non al livello della corsa lenta, ma meglio che nelle ultime uscite. Durante l'allenamento doloretti vari al bicipite femorale sinistro e fastidi al solito polpaccio destro. Al termine applicazione di ghiaccio e uso di Roller Foam per decontrarre. Subito dopo il fastidio risultava intenso, però in serata e soprattutto il giorno dopo è quasi scomparso. Applicazione di Cetilar la sera e questa mattina. Oggi riposo poi domani l'uscita di controprova.

Aggiornamento 11 settembre - Ultimo update per dare conto delle ultime 2 uscite. Giovedì primo lavoro di qualità con le ripetute sui 3000 metri, mentre sabato lunghissimo di 37k, l'ultimo prima della gara di Pescara. Polpaccio perfetto, nessun risentimento nè dopo le ripetute nè dopo il lungo. Trattato con Roller foam. Qualche segno di affaticamento al bicipite femorale ma nulla che non passi con un buon massaggio. Bene così.

Aggiornamento 13 settembre - Pensavo di esserne fuori, ma ho parlato troppo presto. Ieri dopo l'allenamento previsto dalla tabella, durante il quale non ho avvertito nessun fastidio, eseguo massaggi con roller foam e man mano che il muscolo si raffreddava è cominciato il fastidio al polpaccio. Anche oggi resta questo fastidio, nella parte superiore, quella che nella foto qui sopra è denominata Gastrocnemio. Ieri massaggio e Cetilar, probabilmente l'ultimo allenamento della settimana prima della mezza del 17 lo sposto a venerdì.

lunedì 28 agosto 2017

#Gara 1 - Roma by Night Run



Stesso posto, stessa ora (o quasi). A poco più di due mesi dall'ultima gara della scorsa stagione, si riscende in strada per cominciare il nuovo anno podistico sulla stessa distanza (mezza maratona) e con una gara di sera per le strade della capitale. La Roma by night, giunta alla sua quarta edizione, si presenta rinnovata non solo nel logo con diverse novità, dalla medaglia per i finisher, assente nelle scorse edizioni, alla presenza di una stracittadina di 7 chilometri.

Pre e post gara sempre di ottimo livello nel Villaggio allestito dall'organizzazione della Forhans Team sotto il Ponte della Musica, così come spogliatoi e docce messe a disposizione dal vicino Circolo della Polizia di Stato. Arrivo con due ore di anticipo per ritirare con calma il pettorale e la maglietta della manifestazione (bella grafica, gialla fosforescente) e fare un giro tra gli stand. Decido di dedicare una buona mezz'ora al riscaldamento pregara, visto che il polpaccio destro reduce dalla contrattura di martedì non mi lascia del tutto tranquillo.

Si parte puntuali alle 22. Al via della mezza maratona siamo in poco più di 600, poco più della metà dello scorso anno: è evidente come l'inflazione di gare sulla distanza che abbiamo avuto quest'anno (quella serale di giugno e quella del 17 settembre) hanno inciso sulla partecipazione, mentre alla Stracittadina hanno partecipato meno di 100 persone. Subito dopo il via decido di tenere un ritmo controllato per verificare che sia tutto in ordine a livello muscolare. Il caldo c'è ma è decisamente più sopportabile dello scorso anno. Mi assesto su un passo di 4'20" che riuscirò senza troppa difficoltà a tenere fino alla fine.


Tengo il passo dei pacers dell'1ora e 35 fino al passaggio sul Ponte Milvio, da qui decido di allungare un po' e vado senza troppa sofferenza anche lungo la salita della Moschea. Da lì in poi sento che ce ne avrei ancora per allungare ulteriormente, ma decido di trattenermi per evitare problemi muscolari.
Alla fine riesco a chiudere in 1 ora e 31 minuti, facendo segnare la mia seconda prestazione assoluta sulla distanza. Rispetto all'anno scorso miglioro la performance di oltre 10 minuti, e l'anno scorso ricordo di aver avuto anche un lieve malore dopo l'arrivo. Stavolta, invece, tutto ok.

Roma by Night Run - Risultato TDS
Chiudo così all'80° posto assoluto, 18° di categoria e 4° della mia società. Da segnalare uno scarto rilevante (circa 400 metri) tra la rilevazione del Garmin (chiudo a 20,78 Km) e quella ufficiale. Soddisfatto per il risultato, ma soprattutto di come ho chiuso dal punto di vista fisico e delle condizioni di gambe e polpacci al termine dello sforzo.